Una delle poche cose certe del calcio è che non contempla la proprietà transitiva. Ciò è dimostrato da tanti accadimenti che si verificano intorno al mondo del pallone: il risultato di una partita non dipende da ciò che le due squadre hanno fatto sino a quel momento nel resto della stagione, ma è una storia a parte che prescinde dall’esito delle gare disputate contro le avversarie in comune già sfidate precedentemente. Un altro esempio è dato dal cambio di rendimento che spesso si verifica quando un calciatore cambia squadra, trovandosi a contatto con dei nuovi compagni, un nuovo ambiente e un sistema di gioco diverso da quello a cui era abituato. Una rappresentativa cubana a Bonn

Chi evidentemente non ha creduto a questa banale verità è stato il misconosciuto Hans-Robert Viol. Durante gli anni Novanta, Viol è stato il presidente della principale squadra di calcio della città di Bonn, il Bonner SC. L’ex capitale della Germania Ovest non aveva mai conosciuto grandi risultati in termini pallonari (il massimo è rappresentato da una fugace puntata nella Zweite Bundesliga edizione 1976/77), così l’avventuroso imprenditore decise di studiare una maniera alternativa per portare i suoi a una rapida ascesa.

Il 1998 si avviava alla conclusione e il Bonner SC vivacchiava nel campionato di Oberliga Nordheirn, l’equivalente della nostra serie D. Viol era ambizioso, al punto da puntare a una doppia promozione per la sua squadra, che però non disponeva di un patrimonio ingente né dal punto di vista tecnico né da quello economico.

Al patron della società renana venne consegnata una videocassetta da parte di un amico; la VHS in questione conteneva le riprese di una partita tra Cuba e Brasile, giocatasi a L’Avana l’anno prima. Il risultato fu di 2-0 per i verdeoro, ma i padroni di casa tennero benissimo il campo al cospetto dei campioni del mondo in carica.

Tale prestazione colpì favorevolmente Viol, che evidentemente pensò: “se questi ragazzi hanno tenuto testa alla migliore squadra del pianeta, allora possono certamente fare al caso di una squadra di quarta serie tedesca”. Peraltro, poiché i calciatori cubani non erano professionisti, il loro ingaggio sarebbe stato di certo economicamente vantaggioso.

Viol partì con il proposito di ingaggiare i migliori tre o quattro giocatori della nazionale di Cuba, ma dovette fare i conti con la federazione locale che impose l’ingaggio di ben quindici atleti, due tecnici, un interprete e un cuoco. Il dittatore cubano Fidel Castro, oltre dare la propria benedizione all’affare, decretò che i calciatori dovettero rimanere dei “non professionisti” e avvalersi solamente di vitto, alloggio, attrezzatura da allenamento e un po’ di denaro cash (l’equivalente di 350 sterline mensili) per le piccole spese.

Apparentemente, l’affare risultava conveniente per tutti: il Bonner SC portava a casa un’intera nazionale pagandola il minimo sindacale, mentre la federazione cubana si liberava delle spese necessarie per mantenere venti persone. I calciatori, inoltre, avrebbero potuto godere di standard di vita ben distanti rispetto a quelli dell’austerity cubana e maturare un po’ di esperienza internazionale, in virtù di un’altra componente dell’accordo che prevedeva che la società di Viol provvedesse a organizzare due amichevoli contro le rappresentative di Liechtenstein e Lussemburgo.

Spinti dal desiderio di emulare la vicina Giamaica, capace di qualificarsi per i mondiali francesi del 1998, i cubani finirono così a vivere in un ex-albergo adibito a foresteria. Se il problema logistico poteva dirsi risolto – per quanto in maniera raffazzonata –, i dubbi iniziavano a porsi dal punto di vista tecnico-pratico. Per quanto Viol giurasse sulla buona qualità del materiale umano a disposizione, fisicamente dotato ma da sgrezzare tatticamente, non mancavano i dubbi sia sul loro inserimento in squadra (si parlava di quattro o cinque da inserire subito e il resto da far giocare nel campionato dedicato alle riserve) e sia sulla loro capacità di adattarsi a un calcio tanto diverso dal loro.

BetancourtRainer Thomas, l’allora tecnico del Bonner SC, condusse alcune indagini per proprio conto rilevando che sebbene molti abitanti dell’isola di Cuba avessero sentito nominare giocatori tedeschi come Franz Beckenbauer o Jurgen Klinsmann, ignoravano chi fossero coloro che rappresentavano la loro nazionale di calcio. I vari Lazaro Dalcourt, Manuel Bobadilla, Osmin Hernandez e Ariel Alvarez, definiti come delle vere e proprie star dalla federazione cubana, in realtà rivestivano ben poco appeal nel loro paese di appartenenza.

Il calcio, d’altro canto, non ha mai fatto parte della quotidianità dell’isola di stampo comunista: gli sport nazionali sono sempre stati il baseball e il basket, mentre il “soccer” ha sempre destato scarso richiamo dal punto di vista delle presenze negli stadi; alla sua popolarità non contribuiva del resto la TV, che passava sporadicamente qualche immagine rubacchiata dalle emittenti statunitensi, in genere non partite complete ma semplici azioni da gol.

Lo scetticismo generale non escludeva la stessa compagine tedesca, che palesò le proprie remore per bocca di alcuni dei suoi tesserati. Il difensore Norman Perschen obiettò sulla qualità dei calciatori cubani osservando che "se un calciatore gioca nella nostra squadra di riserva, a Cuba probabilmente sarebbe stato un internazionale", mentre il capitano del club Gregor Eibl sentenziò che certe idee erano destinate a esplodere "come bolle di sapone".

Nonostante tutto, l’idea di Viol proseguì nel proprio corso e diversi calciatori cubani riuscirono a esordire nella quarta serie tedesca con la maglia del Bonner SC, che venne simpaticamente ribattezzato come FC Fidel. Il sito elblogdelfutbolcubano.com riesce a riportare traccia di ciascuno di loro, che svilupparono la loro esperienza europea come segue.

Osmín Hernández Hernández

Data di nascita: 15.07.1972

Luogo di nascita: San Cristóbal, Pinar del Rio

 

Clubs:

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 2 Pres. – 0 G

2005 - Flekkeroy (Noruega – Segunda División) – 16 Pres. – 0 G

 

Serguei Prado Sañudo

Data di nascita: 10.08.1974

Luogo di nascita: Santa Clara, Villa Clara

Altezza: 185 cm

Peso: 84 kg

 

2005 - Flekkeroy (Noruega – Segunda División) – 8 Pres. – 0 G

 

Alfredo González

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

 

Ariel Álvarez Leyva

Data di nascita: 01.01.1973

Luogo di nascita: Caibarién, Villa Clara

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 1 G

 

Ariel Betancourt Cepero

Data di nascita: 30.09.1970

Luogo di nascita: Zulueta, Villa Clara

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

 

Manuel Bobadilla González

Data di nascita: 27.06.1970

Luogo di nascita: Puentes Grandes, Ciudad de La Habana

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 2 Pres. – 0 G

 

Armando Manuel Cruz Guillén

Data di nascita: 30.08.1973

 

1999/00 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 6 Pres. - # G

 

Lázaro Dalcourt Martínez

Data di nascita: 25.04.1971

Altezza: 178 cm

Peso: 68 Kg

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

 

Léster Menéndez

 

1999/00 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

 

Mario “Potro” Pedraza Abreu

Data di nascita: 18.07.1973

Luogo di nascita: Cienfuegos

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

 

Vladimir Alejo Cordovés

Data di nascita: 09.10.1973

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 2 Pres. – 0 G

1999/00 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 1 Pres. – 0 G

2000/01 - Bonner SC (Alemania – Verbandsliga Mittelrhein) – 1 Pres. – 0 G

2001/02 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 5 Pres. – 1 G

 

Yomber Aguado Crusella

 

1998/99 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 2 Pres. – 1 G

1999/00 - Bonner SC (Alemania – Oberliga Nordrhein) – 5 Pres. – 1 G

2003/04 - FSV Zwickau (Oberliga NOFV-Sud) - ??

 

Come si può notare, ad alcuni di loro andò meglio che ad altri: Alejo Cordovés rimase a Bonn per ben quattro stagioni, mentre Aguado Crusella per due, sebbene nessuno dei due arrivò a conquistare un posto da titolare.Aguado

L’esperimento di Viol era tuttavia destinato a naufragare ben presto. Tanto la FIFA che la Federazione Tedesca indagarono sulla legittimità di quegli accordi, che andavano a eludere le norme previste per il professionismo, dove non si potevano tesserare più di tre extracomunitari per squadra.

A porre la parola “fine” alla vicenda non fu però un organismo calcistico, bensì il presidente distrettuale di Colonia Franz-Josef Antwerp, che decise di negare i visti turistici emessi a causa dei crescenti dubbi sulla serietà dell'intero affare.

E l’aspetto sportivo? Com’era immaginabile, Viol si rivelò personaggio poco affidabile e le vane promesse di crescita si rivelarono del tutto effimere: al modesto tredicesimo posto del 1998/99 seguì la retrocessione dell’anno successivo. La squadra avrebbe ritrovato immediatamente la quarta serie nella stagione 2000/01, ma il solo cubano a contribuire – sia pure in minima parte – al successo in Verbandsliga fu per l’appunto il difensore Alejo Cordovés, che l’anno dopo avrebbe addirittura conosciuto la gioia del gol nella quarta divisione tedesca. Stabilitosi definitivamente a Bonn, Alejo Cordovés mise su famiglia sposandosi e diventando padre di due figli e ha in seguito trovato lavoro come insegnante di scuola primaria oltre a esser stato ordinato pastore protestante.Alejo

Per quanto riguarda la nazionale cubana, è abbastanza noto che il movimento calcistico locale non ebbe alcun guadagno concreto dalla trovata di Viol. Il maggior successo dei Leones del Caribe resta a tutt’oggi il raggiungimento dei quarti di finale dei mondiali italiani del 1938, dove eliminarono la Romania prima di venire umiliati per 8-0 dalla Svezia. Va tuttavia segnalata la vittoria della Caribbean Cup nel 2012, il primo – e finora unico – successo internazionale conseguito da Cuba nella sua storia.

Si ringrazia l'amico Roberto Lenzen per la segnalazione.

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