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Che le buone idee arrivino spesso da due componenti come l'intuizione dovuta a una casualità e la voglia di spingersi in un confronto non lo scopro certo io; ciononostante, fa piacere constatare che questi che possono sembrare dei luoghi comuni sono in realtà delle regole facilmente applicabili alla vita di tutti i giorni.

Passeggiata domenicale nella mia Cagliari, una pasta e un caffè al chiosco, la signora che mi ricorda di prendere lo scontrino: ottimo, penso come prima cosa. Se lo fa presente a me, vuol dire che la prassi vale per chiunque, quindi anzitutto un plauso all'onesta commerciante. Secondo pensiero: certo che però chissà quanta carta viene sprecata con gli scontrini. Carta difficilmente riciclabile peraltro, perché è – ahimé – molto più frequente vedere decine di scontrini appallottolati e gettati per terra piuttosto che divenire parte integrante della raccolta differenziata. Insomma, in un colpo solo inquinamento e spreco, e tutto per una prassi vecchia di almeno sessant'anni, quella di farsi dare una ricevuta cartacea in luogo dell'acquisto di un bene o di un servizio.

Il discorso è che siamo nel 2014 e ci avviamo a una sempre maggiore dematerializzazione a vantaggio dell'ambiente; viene quindi spontaneo chiedersi: ma possibile che nessuno pensi a come sbarazzarci dello scontrino cartaceo senza che ciò comporti il reato di evasione fiscale? In effetti c'è chi, all'inizio dell'anno, ci ha pensato e ha ricevuto anche l'autorizzazione dello stato italiano a procedere per questa strada. Bene, benissimo, direte. Il punto però è che l'emissione di uno scontrino non cartaceo è demandata a una stampante che tendenzialmente fa una copia virtuale di quello tradizionale, al prevalente scopo di fornire al cliente una sorta di backup su cui contare in caso di perdita o “sparizione” dell'inchiostro.

Ma se invece pensassimo proprio a far fuori lo scontrino per come siamo abituati a conoscerlo? Non entro in merito sul come, visto che questo è un articolo del tutto estemporaneo e per tradurre ciò che penso in una realtà effettiva servirebbero mesi di lavoro da parte di analisti e sviluppatori di livello ben superiore rispetto al mio. Una mia ipotesi, però, ce l'ho.

Forse non tutti sanno che nella nostra tessera sanitaria abbiamo una piccola miniera di risorse. Già, la famosa schedina azzurra non serve solamente per dimostrare che si è maggiorenni quando si vanno a comprare le sigarette o gli alcolici alle macchinette automatiche. La maggior parte di voi saprà che la si può (deve) dare in farmacia per scaricare determinati medicinali dal punto di vista fiscale, qualcun altro probabilmente ancora ignora che funziona anche come firma digitale, con la Regione Sardegna che gratuitamente fornisce l'apparecchiatura per autenticare i nostri documenti. Tra i servizi offerti, c'è anche Fisconline, che consente un'interazione diretta con l'Agenzia delle Entrate. Ribadisco, io personalmente non saprei da dove partire, ma mi sorge comunque spontaneo l'interrogativo: sarà poi così difficile implementare una funzione che permetta di seguire la procedura faccio la spesa-nel pagare, oltre ai soldi fornisco alla cassa anche la tessera sanitaria-invece di stampare lo scontrino, la cassiera passa lo scanner manuale sulla mia tessera e il mio scontrino viene memorizzato su un apposito archivio online? In questo modo non solo si terrebbero alte le bandiere dell'ecologia e della regolarità fiscale, ma un qualsiasi capofamiglia avrebbe la possibilità di tenere sott'occhio le proprie spese al centesimo, come se stesse consultando il saldo del proprio conto in banca.

Sono ancora nuovo a questo genere di articoli, pertanto accetto di buon grado l'eventualità di poter apparire un po' puerile nell'immaginare determinate dinamiche senza aver modo di conoscerle a fondo, e pur essendo cosciente che davanti a un possibile progetto di questo genere andrebbero eseguiti vari studi di fattibilità, mi piace pensare che un qualsiasi germoglio di idea – questo come migliaia di altri che affollano le teste di noi italiani, a cui mancherà tutto ma non il gene della creatività – possa poi essere aiutato a svilupparsi da chi è in grado di farne nascere qualcosa di concreto e produttivo.