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Introduzione

Riconosco che la scarsa assiduità con cui scrivo in questo mio spazio contribuisce a far perdere a coloro che lo seguono quel po’ di interesse che i miei racconti riescono a catalizzare: recito un mea culpa sperando di potermici finalmente dedicare più spesso.

A mia parziale discolpa va comunque detto che per almeno un’intera settimana ho anteposto alla passione per lo scrivere un’altra un po’ sopita ma che fa sempre parte del mio repertorio: quella di risistemare dei vecchi PC, in questo caso portatili, dati a torto per morti.

Da questo momento in poi l’articolo assume dei contorni piuttosto nerd, quindi se volete andare avanti non dite che non siete stati avvisati. Se siete solo parzialmente interessati, potete cliccare su ciascuno dei vari tab componenti l’articolo in modo da non doverlo per forza sorbire dall’inizio sino alla fine.

Situazione di partenza

Partendo dal fatto che i PC in questione risalgono tutti al periodo 2007-2008, la situazione di partenza era questa:

Acer Extensa 5230

Il primo obiettivo era quello di recuperare l’Acer Extensa 5230. In primissimo luogo andava risolto il problema dello spegnimento dovuto a surriscaldamento. In parecchi modelli, in particolare Acer e Asus di quel periodo, questo era generalmente causato da un vero e proprio tappo di polvere che viene a crearsi con il tempo nell’area che sta tra la ventola di raffreddamento e la base del PC: anche in questo caso era così, pertanto la rimozione del corpo estraneo unito a una bella ripulita generale mi ha permesso di archiviare la questione. Terminata la pulizia, mi accingo ad accendere il PC. Nonostante i 3GB di RAM installati, la macchina appariva lenta e instabile, per quanto non abbia riscontrato freeze di sistema come anticipato. Una riformattazione era comunque necessaria.

Dopo aver formattato il disco, passo all’installazione del sistema operativo. Decido di dare fiducia a Ubuntu 14.04, ma non va a buon fine nessuna delle due installazioni, sia per la versione a 64 bit che per quella a 32. Bene, rispolveriamo il caro vecchio Windows XP, che sarà pure non supportato da Microsoft ma che ancora ha un suo perché fintanto che i produttori dei software di terze parti più comunemente utilizzati decideranno di realizzare dei prodotti con esso compatibili.

XP non mi tradisce, l’installazione di sistema operativo e driver va a buon fine, senonché terminata quest’ultima si iniziano a verificare le prime anomalie sotto forma – stavolta sì – di freeze e di schermate blu in modo del tutto randomico. A questo punto il dubbio sorge spontaneo: e se uno dei moduli RAM fosse guasto?

Armatomi di santa pazienza, faccio girare un Memtest sulla macchina. Passano un paio di minuti e bum, beccato l’errore. Lascio inserito il solo modulo da 2 GB che, sfortunatamente, era proprio quello bacato. Per non sbagliare, tuttavia, monto nella macchina entrambe i moduli recuperati dall’HP Pavilion DV6500: Memtest anche su questi ma stavolta nessun problema riscontrato. La macchina ora è in perfetta operatività e viaggia in modo stabile e relativamente veloce nonostante il downgrade di memoria. L’acquisto di una batteria – a prezzo modico – completa il lavoro in modo del tutto soddisfacente.

Dell Vostro 1000

Arriva quindi il turno del Vostro 1000. Per iniziare questa assistenza erano necessari due attrezzi che non sempre si hanno a disposizione, vale a dire esperienza e fortuna; esperienza perché avendo trattato parecchie di queste macchine alcuni anni fa, potevo dedurre quali componenti causassero il difetto, mentre fortuna perché, disponendo della possibilità di sostituire il processore (tra l’altro con uno dalle caratteristiche più performanti), ho potuto riscontrare che era proprio questo il componente fallato.

La prova è stata da vero e proprio laboratorio: rimasto in una configurazione minimale scheda madre – CPU (sostituita) – un modulo di RAM, ho collegato monitor e tastiera esterni e avviato il sistema; con mia meraviglia e compiacimento, il PC ha eseguito il post permettendomi di entrare nel BIOS senza problemi.

Provvedo quindi al rimontaggio, ma prima mi viene un’altra idea per migliorare ulteriormente il livello del PC: sostituire lo schermo. Questa operazione, che altre volte mi è riuscita con molte meno difficoltà, in questo caso non è stata immediata: le dimensioni dello schermo dell’HP corrispondevano con quelle del Dell, ma questo non è bastato per garantirne un montaggio immediato. Inspiegabilmente, la cornice del monitor del Vostro 1000 in uno degli angoli, invece di una vite rimovibile, aveva un piccolo perno fisso che non me ne consentiva la rimozione completa. Inoltre, i fori per le viti erano posti in posizioni diverse l’uno dall’altro. Con un po’ di forza e di attenzione – e soprattutto con dell’indispensabile nastro isolante – il problema è stato comunque risolto e il notebook ha avuto il suo schermo widescreen altrimenti destinato a languire dentro una scatola per chissà quanto tempo.

Restyling terminato? Macché. Dopo aver rimontato tutto, installo XP sulla macchina (utilizzando il disco da 250 GB montato sull’Hasee, che era in ogni caso da formattare) e reinstallo tutti i driver; dopo aver verificato che con 1 GB di RAM la macchina non dava problemi di funzionamento, decido di cambiare entrambe le memorie con quelle dell’Hasee e riscontro – non senza stupirmene – che la macchina falliva il post. Nuovo giro di Memtest e conseguente nuovo rilevamento della RAM fallata, con l’altra destinata a far coppia con quella usata durante la riformattazione della macchina. Intervento completato, anche in questo caso con la ciliegina sulla torta di una nuova batteria acquistata a prezzo decisamente popolare.

Situazione finale

Vediamo ora la situazione finale rispetto a quella iniziale: