Gli appassionati di calcio e di commedia all’italiana dai 35 anni in su non possono non avere ben stampata nella testa l’immagine del personaggio di Oronzo Canà, caricatura di un verace allenatore pugliese sapientemente interpretato da Lino Banfi a metà degli anni Ottanta.

Canà, ancorché sia da interpretare esclusivamente come elemento di fantasia, ha influenzato l’immaginario collettivo degli appassionati di pallone, complici i suoi metodi ruspanti, le sue bislacche idee tattiche e il suo romanticismo calcistico che, al netto di ogni sua improbabile alchimia da lavagna, gli ha consentito di stringere un rapporto speciale con i prodotti del calcio brasiliano dai piedi delicati e dal carattere sensibile.

Molti anni dopo il primo film e a solamente alcuni dal secondo – targato 2007 –, il personaggio originale di Canà datato 1984 ha continuato a conoscere notorietà e stima anche in piena epoca social, con più di un meme che voleva il buon Oronzo alla guida di questa o di quella squadra di A non appena saltava una qualsiasi panchina.

Al netto di ogni possibile forma di goliardia, la dissacrante ipotesi di vedere qualcuno di non strettamente legato al mondo del calcio ad allenare una squadra professionistica in Italia non si è mai tramutata in realtà (e chissà con quanto scetticismo verrebbe accolta se si verificasse). Ma, come da sempre questo mio spazio tenta di raccontare, il calcio è bello perché è vario e c’è realmente stato chi ha messo un attore a dirigere la propria squadra. Indovinate dove? Proprio in quel Brasile menzionato poc’anzi

Il signore in questione si chiama Nuno Leal Maia, è un classe 1947 di bell’aspetto ed è stato allenatore del Londrina nel 1995. Giocatore di discreto livello nel proprio periodo giovanile, quando condivise la comune esperienza nel Santos con Clodoaldo, campione del mondo con la Seleçao nei mondiali messicani del 1970, non era in realtà digiuno dell’ambiente calcistico anche sotto altre vesti, essendo stato responsabile del settore giovanile del Bangu nel 1988. Sino ad allora – e anche successivamente – avrebbe però costruito la propria fama grazie a commedie sexy (proprio come Banfi, altra coincidenza), film romantici e telenovelas.

Per affidare la panchina di una squadra professionistica a qualcuno che non è un esperto riconosciuto del settore ma si è distinto in altri ambiti ci vuole sicuramente un presidente vulcanico, quando non addirittura dalla natura controversa. Il Londrina di allora militava nel secondo livello del campionato brasiliano e il suo massimo dirigente era Marcelo Caldarelli, imprenditore nel campo dell’allevamento di bovini che scelse proprio Maia come l’uomo giusto per risollevare le sorti della sua squadra.

Caldarelli, come già accennato, è un personaggio del tutto particolare. Già calciatore dilettante, le sue bizzarre trovate da presidente non si limitano alla scelta di un attore come tecnico a cui affidare la propria squadra, ma anche alla promessa di garantire come premio ai calciatori per l’eventuale vittoria del campionato… un bue vivo, proveniente direttamente dai propri pascoli.

Oltre questo, fu direttore di una radio locale e tentò – pare senza troppo successo – la strada della politica con il partito dei Verdi candidandosi come assessore alle amministrative comunali di Londrina nel 2012; inoltre, appena qualche anno dopo risultò tra i denunciati da parte della procura per una torbida vicenda di sfruttamento sessuale di minori che lo vide coinvolto, ma la Rete non fornisce particolari chiarimenti sul suo reale livello di coinvolgimento e sugli sviluppi che avrebbe poi avuto il fatto, risalente al 2015.

Nonostante la sua indole del tutto particolare, non si può dire che Caldarelli ci avesse visto male nell’ingaggiare Maia come allenatore. I risultati ottenuti dal tecnico-attore furono infatti assolutamente positivi, con all’attivo ben cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Gli impegni dovuti alla sua professione principale, purtroppo, gli consentirono di rimanere al timone della squadra solamente per nove gare, spesso vissute tra un aereo e l’altro e ‘telecomandando’ i propri assistenti tramite cellulare.

Ciononostante, Maia ha sempre conservato un ricordo del tutto positivo di quella esperienza, come egli stesso ha dichiarato in un’intervista concessa nel 2014 al portale espn.com.br, in occasione di un match di Copa do Brasil tra il Santos – suo amore giovanile – e lo stesso Londrina.

Apprezzatissimo dal pubblico femminile del luogo – è un uomo piacente il cui aspetto dell’epoca può vagamente ricordare quello del Mourinho di alcuni anni fa – spiegò che gli impegni da attore lo assorbirono completamente, tanto che dovette rimettere il mandato in occasione delle fasi finali in quanto proprio in quei giorni dovette recarsi in Portogallo per registrare le puntate della soap opera História de Amor, serie di grande successo prodotta dalla locale Rede Globo.

L’esperienza vissuta nel Londrina, nonostante sia stata breve e inevitabilmente frammentaria, ha comunque reso l’attore come un simpatizzante della squadra dello stato del Paranà, al punto da augurar loro il passaggio del turno di coppa contro i più quotati avversari. A esplicita domanda del suo intervistatore relativamente a quale delle due squadre facesse il tifo nella circostanza, egli rispose: “Tiferò prevalentemente per il Londrina, vorrei che la squadra andasse avanti, soprattutto perché il Santos non ha bisogno di questa competizione tanto quanto ne ha il Londrina.”. Per la cronaca sarebbe poi passato il Santos, futuro semifinalista, che ribaltò l’1-2 dell’andata imponendosi per 2-0 nella partita di ritorno disputata tra le mura amiche.

I mezzi esigui a disposizione e la realtà del momento, in relazione ai risultati ottenuti, hanno quindi lasciato un ricordo positivo in Maia, che ammise di voler portare qualcosa della propria formazione da attore nel mondo del calcio: “Ci ho provato, ma è stato difficile, perché il calcio dipende molto dai risultati immediati. Volevo tentare di importare un lavoro più 'teatrale' nel calcio, cercando di privilegiare un calcio artistico, ma che al contempo fosse anche con un calcio forte, di impronta. Ho cercato di implementare un lavoro corporeo diverso con i giocatori, ma il livello intellettuale degli atleti di allora, rispetto a quelli di oggi, era molto basso. Quando prendi un team come il Barcellona, con calciatori di alto livello, allora un Guardiola può fare il tiki-taka senza problemi, così come sta facendo al Bayern. Si possono unire l'intelletto e la variazione corporea al riempimento dello spazio, ma bisogna provare molto, lavorare. Anche in Brasile ci si può riuscire, ma ci si deve poter lavorare tanto. Ai tempi di Pelé e Garrincha, sebbene il livello intellettuale non fosse dei migliori, il solo talento ha funzionato. Oggi quel talento non c'è più, resta il solo Neymar. Guardate Robinho: è tornato contro il Corinthians fuori forma e sembrava che stesse giocando Pelé, proprio perché nel mezzo di quel mucchio di 'teste di pesce gatto' (traduzione letterale, nda), si distingue.”.

Quella al Londrina non fu la sola parentesi da allenatore di Nuno Leal Maia, che durante gli anni Novanta bazzicò in diverse panchine delle serie inferiori brasiliane; a scritturarlo – è proprio il caso di usare questo termine – furono infatti, oltre che il Londrina, anche il São Cristovão di Rio de Janeiro, il Botafogo dello stato del Paraíba (da non confondersi con il più famoso Botafogo de Futebol e Regatas di Rio De Janeiro, vale a dire la squadra dei vari Didì, Garrincha, Nilton Santos e Jairzinho) e il Matsubara sempre nello stato del Paranà.

L’avventura con il Londrina, tuttavia, resta quella a cui è più legato. Queste furono le partite giocate sotto la sua guida.

Matsubara 1 x 1 Londrina

Londrina 2 x 1 Rio Branco

Paraná 1 x 1 Londrina

Londrina 1 x 0 Francisco Beltrão

Londrina 1 x 0 Batel

Toledo 1 x 3 Londrina

Londrina 2 x 1 União Bandeirante

Coritiba 2 x 0 Londrina

Londrina 1 x 1 Atlético-PR

Ancora oggi grande appassionato di calcio, Nuno Leal Maia prosegue con successo la propria carriera di attore: il 2020, anno in cui celebra il cinquantennale della propria attività recitativa, lo vede impegnato nelle riprese di Filhas de Eva, una serie prodotta anche in questo caso da Rede Globo. La sua parabola da allenatore appartiene ormai al passato, anche se c’è da credere che tuttora ricordi con favore quel modo un po’ insolito di aver dato spettacolo.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna