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Introduzione
Riconosco che la scarsa assiduità con cui scrivo in questo mio spazio contribuisce a far perdere a coloro che lo seguono quel po’ di interesse che i miei racconti riescono a catalizzare: recito un mea culpa sperando di potermici finalmente dedicare più spesso.
A mia parziale discolpa va comunque detto che per almeno un’intera settimana ho anteposto alla passione per lo scrivere un’altra un po’ sopita ma che fa sempre parte del mio repertorio: quella di risistemare dei vecchi PC, in questo caso portatili, dati a torto per morti.
Da questo momento in poi l’articolo assume dei contorni piuttosto nerd, quindi se volete andare avanti non dite che non siete stati avvisati. Se siete solo parzialmente interessati, potete cliccare su ciascuno dei vari tab componenti l’articolo in modo da non doverlo per forza sorbire dall’inizio sino alla fine.
Situazione di partenza
Partendo dal fatto che i PC in questione risalgono tutti al periodo 2007-2008, la situazione di partenza era questa:
- Hp Pavilion DV6500 di recente acquisizione, pagato 50 € senza alimentatore, mi era stato detto che il problema era sulla scheda video (fatto noto per alcuni modelli di PC di questa generazione che avevano installato al loro interno il chip Nvidia); in realtà non si accendeva premendo il pulsante di accensione, dava giusto qualche segno di vita premendo sul tastierino a sensori posto sopra la tastiera vera e propria (si accendeva, ma non si vedeva niente a schermo). Vista la complessità della riparazione, ho preferito sacrificarlo. Le parti riciclabili non mancano: hard disk SATA da 120GB, 2 moduli da 1 GB di RAM, masterizzatore CD/DVD, processore AMD Turion 64 x2, schermo WXGA widescreen e modulo wi-fi. Tra anche i recuperi figurano anche batteria e tastiera, che non potrò reimpiegare se non in modelli equivalenti.
- Acer Extensa 5230, non di mia proprietà e in quanto tale da recuperare. Caratteristiche di base: processore Celeron M 575 (socket P) a 2 GHz, 3 GB di RAM, hard disk SATA (se non ricordo male) da 120GB, sistema operativo Windows 7, batteria con pochi minuti di autonomia. Il problema: spegnimenti per surriscaldamento e freeze casuali durante un utilizzo normale.
- Dell Vostro 1000 che non ultimava la fase di post, nemmeno mantenendo solo scheda madre, processore e un banco di RAM collegati. Escluso quest’ultimo componente, rimpiazzato più volte con altri certamente funzionanti, potevano essere solo mainboard o CPU a causare il problema. Caratteristiche all’acquisto: processore AMD Athlon 64 X2, 1 GB di RAM, schermo 15.4" WXGA non widescreen, hard disk SATA da 120GB. Batteria pressoché scarica.
- Hasee W230R, un “cinesino” dallo schermo 12 pollici e dalla batteria scarica che ne ha viste di tutti i colori, compresa una caduta da un metro causa borsa rotta e, nonostante questo, ha continuato a funzionare. Hard disk SATA da 250GB, due moduli da 1 GB di RAM. Apparentemente solo da riformattare.
Acer Extensa 5230
Il primo obiettivo era quello di recuperare l’Acer Extensa 5230. In primissimo luogo andava risolto il problema dello spegnimento dovuto a surriscaldamento. In parecchi modelli, in particolare Acer e Asus di quel periodo, questo era generalmente causato da un vero e proprio tappo di polvere che viene a crearsi con il tempo nell’area che sta tra la ventola di raffreddamento e la base del PC: anche in questo caso era così, pertanto la rimozione del corpo estraneo unito a una bella ripulita generale mi ha permesso di archiviare la questione. Terminata la pulizia, mi accingo ad accendere il PC. Nonostante i 3GB di RAM installati, la macchina appariva lenta e instabile, per quanto non abbia riscontrato freeze di sistema come anticipato. Una riformattazione era comunque necessaria.
Dopo aver formattato il disco, passo all’installazione del sistema operativo. Decido di dare fiducia a Ubuntu 14.04, ma non va a buon fine nessuna delle due installazioni, sia per la versione a 64 bit che per quella a 32. Bene, rispolveriamo il caro vecchio Windows XP, che sarà pure non supportato da Microsoft ma che ancora ha un suo perché fintanto che i produttori dei software di terze parti più comunemente utilizzati decideranno di realizzare dei prodotti con esso compatibili.
XP non mi tradisce, l’installazione di sistema operativo e driver va a buon fine, senonché terminata quest’ultima si iniziano a verificare le prime anomalie sotto forma – stavolta sì – di freeze e di schermate blu in modo del tutto randomico. A questo punto il dubbio sorge spontaneo: e se uno dei moduli RAM fosse guasto?
Armatomi di santa pazienza, faccio girare un Memtest sulla macchina. Passano un paio di minuti e bum, beccato l’errore. Lascio inserito il solo modulo da 2 GB che, sfortunatamente, era proprio quello bacato. Per non sbagliare, tuttavia, monto nella macchina entrambe i moduli recuperati dall’HP Pavilion DV6500: Memtest anche su questi ma stavolta nessun problema riscontrato. La macchina ora è in perfetta operatività e viaggia in modo stabile e relativamente veloce nonostante il downgrade di memoria. L’acquisto di una batteria – a prezzo modico – completa il lavoro in modo del tutto soddisfacente.
Dell Vostro 1000
Arriva quindi il turno del Vostro 1000. Per iniziare questa assistenza erano necessari due attrezzi che non sempre si hanno a disposizione, vale a dire esperienza e fortuna; esperienza perché avendo trattato parecchie di queste macchine alcuni anni fa, potevo dedurre quali componenti causassero il difetto, mentre fortuna perché, disponendo della possibilità di sostituire il processore (tra l’altro con uno dalle caratteristiche più performanti), ho potuto riscontrare che era proprio questo il componente fallato.
La prova è stata da vero e proprio laboratorio: rimasto in una configurazione minimale scheda madre – CPU (sostituita) – un modulo di RAM, ho collegato monitor e tastiera esterni e avviato il sistema; con mia meraviglia e compiacimento, il PC ha eseguito il post permettendomi di entrare nel BIOS senza problemi.
Provvedo quindi al rimontaggio, ma prima mi viene un’altra idea per migliorare ulteriormente il livello del PC: sostituire lo schermo. Questa operazione, che altre volte mi è riuscita con molte meno difficoltà, in questo caso non è stata immediata: le dimensioni dello schermo dell’HP corrispondevano con quelle del Dell, ma questo non è bastato per garantirne un montaggio immediato. Inspiegabilmente, la cornice del monitor del Vostro 1000 in uno degli angoli, invece di una vite rimovibile, aveva un piccolo perno fisso che non me ne consentiva la rimozione completa. Inoltre, i fori per le viti erano posti in posizioni diverse l’uno dall’altro. Con un po’ di forza e di attenzione – e soprattutto con dell’indispensabile nastro isolante – il problema è stato comunque risolto e il notebook ha avuto il suo schermo widescreen altrimenti destinato a languire dentro una scatola per chissà quanto tempo.
Restyling terminato? Macché. Dopo aver rimontato tutto, installo XP sulla macchina (utilizzando il disco da 250 GB montato sull’Hasee, che era in ogni caso da formattare) e reinstallo tutti i driver; dopo aver verificato che con 1 GB di RAM la macchina non dava problemi di funzionamento, decido di cambiare entrambe le memorie con quelle dell’Hasee e riscontro – non senza stupirmene – che la macchina falliva il post. Nuovo giro di Memtest e conseguente nuovo rilevamento della RAM fallata, con l’altra destinata a far coppia con quella usata durante la riformattazione della macchina. Intervento completato, anche in questo caso con la ciliegina sulla torta di una nuova batteria acquistata a prezzo decisamente popolare.
Situazione finale
Vediamo ora la situazione finale rispetto a quella iniziale:
- HP Pavilion DV6500: cestinato, alcune delle sue parti riciclabili hanno permesso di recuperare e/o upgradare due PC; RAM utilizzate nell’Acer Extensa 5320, processore e schermo nel Dell Vostro 1000.
- Acer Extensa 5320: perfettamente recuperato, non soffre più di nessuno dei problemi elencati all’inizio. Unica, piccola pecca il downgrade di RAM da 3GB a 2GB, compromesso comunque accettabile nel momento in cui le prestazioni non ne risentono troppo.
- Dell Vostro 1000: perfettamente recuperato e potenziato in tutte le sue parti: processore, memoria RAM, hard disk, monitor e batteria. Originariamente (anno 2008) fu pagato 300 euro, oggi non lo metterei in vendita per meno di 250; il tutto spendendo, di fatto, i soli soldi per l’acquisto della batteria.
- Hasee W230R: il fatto di avere a tutt’oggi una scheda madre funzionante e un processore dignitoso mi permette di non accantonarlo del tutto, sebbene sia stato – anche a causa dei suoi difetti estetici e della batteria completamente esausta – la vittima sacrificale per favorire il recupero degli altri due. Sarà probabilmente oggetto di sperimentazioni software che ancora non saprei anticipare con precisione.
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A volte, nello scrivere in questo spazio – che spesso colpevolmente trascuro, più che altro per ragioni di tempo – mi rendo conto di trovare degli argomenti che spesso portano a intrecciarsi tre delle quattro principali rubriche che lo compongono, trovando punti in comune tra le componenti vintage, riciclo e tecnologia.
A dire la verità, il termine “vintage” è quasi abusato, in quanto l'oggetto dell'articolo è datato (all'incirca) 2008, ma tirando fuori il solito luogo comune per cui “in informatica certe cose mutano all'ordine del giorno”, possiamo tranquillamente scomodarlo. In fin dei conti il netbook, qualche anno fa icona della portabilità, oggi è stato nettamente soppiantato dai suoi “fratellini” minori quali smartphone, tablet o addirittura gli ibridi phablet, che contribuiscono a stringere la forbice tra il PC tradizionale e il telefonino nella sua accezione più nota.
Allora, tuttavia, l'ultimo ritrovato in termini di processori per dispositivi portatili era l'Intel Atom, la cui potenza di calcolo non era certamente tra le migliori che la storia dell'informatica ricordi ma che aveva il gran pregio di non richiedere particolari dispositivi di raffreddamento, il che 1) lo rendeva perfetto per essere installato in uno spazio ridotto, 2) consentiva ad una qualsiasi batteria di durare almeno per diverse ore.










