Idee in libertà
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Che le buone idee arrivino spesso da due componenti come l'intuizione dovuta a una casualità e la voglia di spingersi in un confronto non lo scopro certo io; ciononostante, fa piacere constatare che questi che possono sembrare dei luoghi comuni sono in realtà delle regole facilmente applicabili alla vita di tutti i giorni.
Passeggiata domenicale nella mia Cagliari, una pasta e un caffè al chiosco, la signora che mi ricorda di prendere lo scontrino: ottimo, penso come prima cosa. Se lo fa presente a me, vuol dire che la prassi vale per chiunque, quindi anzitutto un plauso all'onesta commerciante. Secondo pensiero: certo che però chissà quanta carta viene sprecata con gli scontrini. Carta difficilmente riciclabile peraltro, perché è – ahimé – molto più frequente vedere decine di scontrini appallottolati e gettati per terra piuttosto che divenire parte integrante della raccolta differenziata. Insomma, in un colpo solo inquinamento e spreco, e tutto per una prassi vecchia di almeno sessant'anni, quella di farsi dare una ricevuta cartacea in luogo dell'acquisto di un bene o di un servizio.
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Basta una passeggiata, o un po’ di footing. Se ci dedichiamo a guardare ciò che ci circonda – non limitandoci semplicemente a vederlo – ci possiamo accorgere che ci sono tante cose, piccole o grandi, che possono essere migliorate semplicemente con un po’ di inventiva. Ricordate lo spot di una nota compagnia telefonica in onda fino a non molto tempo fa in cui dei volontari si dedicavano al giardinaggio sociale, trasformando delle aree in cui il grigio era il colore predominante, in delle piccole oasi verdi all’interno dei centri urbani? Ecco, il principio di cui intendo parlare in questo articolo è lo stesso.
In una di queste sortite, a catturare la mia attenzione sono state le cabine telefoniche. Cadute ormai in disuso con la diffusione capillare dei cellulari, sono diventate obsolete e spesso anche fatiscenti, prese di mira dai vandali o da chi, trovando evidentemente difficoltà nel distinguere un telefono pubblico da un WC, li usa alla stregua di un vespasiano. Lungi dall’offrire al cittadino un servizio al livello dei decenni scorsi, sono comunque destinate a rimanere al loro posto sino a che la Telecom non deciderà di rimuoverle. In verità, si parla (sia pure in sola via sperimentale) anche di una loro sostituzione con delle “cabine intelligenti” in grado, oltre che di far fare delle telefonate, anche di consentire la connessione a Internet e la ricarica per scooter o biciclette elettriche. Quest’ultima funzione sarebbe importante – per quanto i possessori di questi mezzi di trasporto non rappresentino certo una maggioranza – , ma chi avrebbe interesse a navigare su Internet nel momento in cui un qualsiasi smartphone di fascia medio-bassa è in grado di soddisfare le stesse esigenze restando a portata di taschino?










